Per decenni lo sport professionistico è stato appannaggio dei più giovani. Superati i 30 anni, il declino era considerato inevitabile; arrivare a 40 ad alti livelli rappresentava un’eccezione.
Oggi non è più così. A 45 anni Venus Williams continua a giocare nei tornei dello Slam (Sky Sport - https://sport.sky.it/tennis/2026/01/02/venus-williams-wild-card-australian-open-news ), LeBron James è ancora una star della Nba a 41 anni, quasi ventitré anni dopo il suo esordio da diciottenne (Inquirer - https://sports.inquirer.net/662783/lebron-james-still-in-the-nba-all-star-spotlight-at-41 ), mentre la sciatrice Lindsey Vonn è tornata a vincere gare di Coppa del Mondo dopo il ritiro (Cbs - https://www.cbsnews.com/news/lindsey-vonn-victory-world-cup-downhill/ ). Secondo il Guardian (https://www.theguardian.com/lifeandstyle/2025/sep/07/venus-williams-lebron-james-cristiano-ronaldo-elite-athletes-extending-careers-into-40s ), non si tratta soltanto di talento o genetica favorevole, ma di una nuova cultura della longevità sportiva costruita attorno a preparazione fisica, recupero e gestione scientifica del corpo.
Il corpo come investimento
Oggi gli atleti d’élite dedicano sempre più tempo e denaro a rallentare l’invecchiamento sportivo. Il New York Times (https://www.nytimes.com/2026/05/06/magazine/pro-athletes-longevity-secrets-age.html ) racconta come molti professionisti abbiano trasformato il recupero in un’attività quasi continua, tra monitoraggio del sonno, nutrizionisti, fisioterapisti, camere iperbariche, crioterapia e dispositivi che raccolgono dati su stress e affaticamento. LeBron James spenderebbe ogni anno oltre un milione di dollari per la cura del proprio corpo (Fortune - https://fortune.com/well/article/lebron-james-biohacking-regimen-routine/ ), mentre sempre più squadre utilizzano analisi biomeccaniche e programmi personalizzati per ridurre il rischio di infortuni e prolungare le carriere.
L’industria della longevità
Attorno a questa ricerca è nata una vera e propria economia. Secondo Front Office Sports (https://frontofficesports.com/business-athlete-recovery-tech-nfl-nba/ ), franchigie e atleti investono milioni di dollari in tecnologie per il recupero, mentre i giovani professionisti arrivano ormai nei campionati maggiori già abituati a monitorare i parametri di salute. Cristiano Ronaldo è diventato il simbolo di questa tendenza: nel 2025 un test effettuato dalla piattaforma Whoop ha stimato per lui un’età biologica di circa 29 anni, oltre un decennio in meno rispetto a quella anagrafica, alimentando ulteriormente il mito dell’atleta che sfida il tempo (Marca - https://www.marca.com/futbol/2026/02/25/cristiano-ronaldo-comparte-secreto-longevidad-biologicamente-11-anos-joven.html ).
(fonte: Newsletter Internazionale)
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