Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

martedì 3 marzo 2026

Lo sport adattato al Bambino Gesù

Aderendo alla Run4Rome sostieni il progetto che promuove l'attività fisica adattata per bambini e ragazzi con disabilità attraverso attività come basket, atletica, ciclismo e sport riabilitativi, sia all'interno che all'esterno dell'ospedale 

https://youtube.com/shorts/HN7zZe-fplQ?si=aEDF-YVXLUo_LPbQ

Andando in slitta nei dipinti

Avrei voluto completare questa raccolta durante le Olimpiadi invernali ma non ce l’ho fatta… ad ogni modo il tema della slitta nell’arte è perfettamente in tema con gli ultimi giorni di freddo prima dell’arrivo della primavera. Buona visione! 

Essere gay nello sport è ancora un problema e “Heated Rivalry” racconta bene il perché

La serie più chiacchierata del momento, da poco uscita anche in Italia su HBO Max, sta davvero piacendo a tutti.

Al centro della trama c’è l’amore tra i rispettivi capitani di due squadre rivali di hockey e, uno degli aspetti più riusciti della serie, è il modo in cui velatamente racconta l’omofobia intrinseca a ogni realtà sportiva che costringe i due amanti a vivere in segreto ogni aspetto della propria relazione.

https://lucysullacultura.com/essere-gay-nello-sport-e-ancora-un-problema-e-heated-rivalry-racconta-bene-il-perche/

Con il ritiro di Dorothea Wierer si chiude un’epoca del biathlon italiano

Il ritiro di Dorothea Wierer dopo Milano Cortina 2026 chiude una delle carriere più importanti dello sport invernale azzurro

Ci sono immagini che restano più dei numeri. E una delle immagini più forti della carriera di Dorothea Wierer non è una medaglia, ma una scritta su una carabina.

https://www.lfootball.it/2026/02/con-il-ritiro-di-dorothea-wierer-si-chiude-unepoca-del-biathlon-italiano

IL RITORNO DI MATILDE VILLA // LA STELLA DEL BASKET ITALIANO DI NUOVO IN CAMPO DOPO L'INFORTUNIO


Ha segnato 21 punti in una partita di Serie A a 14 anni: unica nella storia del basket (femminile e maschile) italiano.

Ha segnato 36 punti in una partita di Serie A a 15 anni: unica nella storia del basket (femminile e maschile) italiano.

È stata top scorer italiana della Serie A femminile a 16 anni.

È stata la quarta italiana di sempre scelta al draft della WNBA.

Matilde Villa è un fenomeno del basket italiano che però, 8 mesi fa, ha subito un grave infortunio che le ha fatto saltare gli Europei: quelli dove le ragazze del basket hanno vinto un incredibile bronzo.

In questi giorni Matilde è tornata in campo con la Reyer Venezia e noi abbiamo girato un video molto speciale: l'abbiamo intervistata, e siamo stati con lei prima, durante e dopo la partita.

Ecco il video: https://youtu.be/Xw3FlX_bD4U?si=7gk9f84w9Ua_g-Aa

Una riflessione tra sport e linguaggio | #UnivrMagazine

Si sono da poco concluse le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. I giochi sono entrati nella storia: si tratta dell’edizione invernale più equilibrata tra la presenza maschile e femminile, con il 47% di atlete donne e le tante iniziative per promuovere la parità di genere e per contribuire a rendere il mondo dello sport più inclusivo. 

Le Olimpiadi hanno segnato un record di partecipazione femminile, ma anche suscitato alcune polemiche – soprattutto da parte dei più giovani sui social – legate ai titoli apparsi sui media, che accompagnavano la parola “atleta” con quella di “mamma”. Si fa riferimento al caso di Francesca Lollobrigida, doppia medaglia d’oro nei 3000m e 5000m nel pattinaggio di velocità.  Le mamme atlete sono poco numerose negli sport, ma in risposta l’atleta ha sottolineato come i giochi olimpici abbiano rappresentato “l’occasione di dimostrare che si può essere mamma e vincere una medaglia d’oro”. 
Per comprendere meglio il dibattito ci siamo affidati a Paola Cotticelli, docente di Glottologia e linguistica del Dipartimento di Culture e Civiltà - Università di Verona.

Leggi l'intervista su UnivrMagazine:

Educatore Sportivo della Disabilità: il corso online promosso da AiCS Emilia Romagna

Prende il via mercoledì 11 marzo il percorso formativo “Educatore Sportivo della Disabilità”, promosso da AiCS Emilia Romagna e parte del Progetto P.A.S.S.I. – Punti di Accesso per lo Sport Sociale e Inclusivo.

Il corso (15 ore online – 11/03-30/03 – gratuito) è pensato per qualificare istruttori e tecnici nella gestione di contesti inclusivi, promuovendo lo sport come strumento educativo, sociale e di crescita personale.

https://www.bandieragialla.it/news/educatore-sportivo-della-disabilita-il-corso-online-promosso-da-aics-emilia-romagna/

lunedì 2 marzo 2026

Lo sport in Norvegia: da bambini non si compete, ecco perché da grandi si vince

Ciao a tutte e a tutti,

ho messo in fila delle riflessioni documentate in risposta alle recenti spiacevoli affermazioni del segretario generale del Coni Carlo Mornati.

L’obiettivo che sembra essersi data la Norvegia, scriveva due anni fa Jackie Mader sul Christian Science Monitor, è costruire una comunità di adulti soddisfatti offrendogli un’infanzia felice, protetta e accogliente.

Nei barnehagene, le strutture equivalenti ai nostri nidi e scuole dell’infanzia, è normale vedere bambine e bambini correre nei cortili, scendere in bicicletta da una collina o saltare nelle pozzanghere, con le maestre che non li fermano ma, anzi, li incoraggiano. In estate passano in media due terzi del tempo all’aperto, in inverno solo un po’ meno. Nessuno è escluso. 

Il segreto della Norvegia è che spende molto.

https://www.csmonitor.com/World/Europe/2024/1015/norway-child-care-subsidy-universal-preschool



(fonte: Doposcuola, La newsletter su scuola, università e ricerca. A cura di Anna Franchin)

In Norvegia, fino ai 13 anni, nello sport non si vince e non si perde: non c’è competizione, solo crescita. Non esistono classifiche ufficiali, non si pubblicano graduatorie, non si fanno selezioni che etichettano precocemente i “bravi” e i “meno bravi”. Si gioca. Si cresce. Si prova.

L’obiettivo non è individuare il campione, ma allenare tutti il più a lungo possibile, praticando diverse discipline. È da qui che comincia il paradosso norvegese: una nazione di poco più di cinque milioni di abitanti che si è trasformata in una potenza sportiva globale, dentro e fuori la neve.

https://www.lindipendente.online/2026/02/24/lo-sport-in-norvegia-da-bambini-non-si-compete-ecco-perche-da-grandi-si-vince/

In conclusione riprendo da una mia vecchia presentazione al Corso di Laurea di Scienze Motorie:

"I ragazzi hanno bisogno di un’ attività motoria completa ma non troppo strutturata, esercitata in ambienti dove ci siano insegnanti preparati che possano aiutare i ragazzi a crescere autonomi, consapevoli, in grado di essere felici e di coniugare attività sportiva e studio, diventando magari anche eccellenti atleti".

(fonte: Corriere della Sera, 21 luglio 2019)

giovedì 26 febbraio 2026

Forte come una roccia: la chimica del curling

L’Italia ha essenzialmente scoperto il curling durante i Giochi Olimpici Invernali di Torino 2006, quando questo curioso sport, che ricorda il gioco delle bocce ma sul ghiaccio, è entrato nelle nostre case. Il curling è nell’Olimpo dei Giochi dall’edizione di Nagano 1998, anche se nell’edizione inaugurale del 1924 a Chamonix, in Francia, si è tenuto un torneo riconosciuto ufficialmente dal CIO solo nel 2006.

Il curling essenzialmente consiste nel lanciare una pietra (“stone”) sul ghiaccio, avvicinandola il più possibile al centro del bersaglio, possibilmente tenendo lontane quelle degli avversari. Come si diceva, da questo punto di vista risulta simile al gioco delle bocce (con il boccino come bersaglio), ma sul ghiaccio è possibile giocare con la fisica, grazie all’uso di speciali scope che fondono il ghiaccio durante il viaggio della stone, modificandone la direzione e la velocità.

https://fattinonfake.federchimica.it/articolo/la-chimica-del-curling/

Una tuta che calza a pennello: il salto con gli sci

Immaginate di scendere da una collina a una velocità di 90 km/h, per poi trovarvi di fronte a una rampa e saltare nell’ignoto.

È essenzialmente ciò che succede nel salto con gli sci, in cui gli atleti scivolano a grande velocità per poi cercare di guadagnare più punti possibili combinando la distanza raggiunta con lo stile del salto. In questo sport, introdotto ai Giochi Olimpici Invernali di Chamonix 1924, la fisica gioca un ruolo cruciale in quanto la posizione dell’atleta e degli sci impatta la planata, per l’effetto della superficie esposta all’aria, come nel caso di uno scoiattolo volante. Il record per il salto più lungo appartiene all’austriaco Gregor Schlierenzauer, con ben 146,5 metri durante i giochi di Vancouver 2010.

https://fattinonfake.federchimica.it/articolo/il-salto-con-gli-sci/

Tutti uniti per lo snowboard: le resine epossidiche

Acrobazie spettacolari sulla neve, ma anche gare di velocità e slalom gigante: parliamo dello snowboard, disciplina olimpica che ha debuttato durante i Giochi Invernali di Nagano 1998.

Da allora ha compreso sempre più competizioni ed eventi diversi, alimentando la curiosità del pubblico nei confronti di atleti che da tutto il mondo di sfidano con due piedi su una sola tavola. È ovviamente questa la differenza più immediata nei confronti dello sci, sport “fratello maggiore” dello snowboard: entrambi, infatti, sono gestiti dalla Federazione Internazionale Sci (FIS).

https://fattinonfake.federchimica.it/articolo/tutti-uniti-per-lo-snowboard-le-resine-epossidiche/

Campionesse in pista, minoranza ai vertici: la parità nello sport ha ancora strada da fare

Alle Olimpiadi invernali le imprese femminili hanno infiammato i cuori di tutti i tifosi. Eppure, se le atlete sono sempre di più e sempre più apprezzate, a dirigere le federazioni sono ancora quasi tutti uomini.

Una questione culturale, che si lega al divario di genere tuttora presente nella nostra società. A questo tema sarà dedicato l'evento Sport e protagonismo femminile – costruire il domani, organizzato per il 13 e il 14 marzo a Modena dal CSI

https://www.vita.it/campionesse-in-pista-minoranza-ai-vertici-la-parita-nello-sport-ha-ancora-strada-da-fare/

mercoledì 25 febbraio 2026

USR Lazio. FIPAV CR Lazio: 11° Torneo Sitting Volley


Si allega il programma della Federazione Italiana Pallavolo (FIPAV) Comitato Regionale Lazio dell'11° Torneo Sitting Volley Scuola e 15° Torneo Beach Volley Scuola rivolto a tutte le istituzioni scolastiche di Secondo grado di Roma e provincia.

Si segnala che il termine ultimo delle iscrizioni è il 31 marzo 2026.

https://www.atpromaistruzione.it/atp/2026/02/iniziative-e-progetti-per-la-s-2025-26-fipav-cr-lazio-11-torneo-sitting-volley-e-15-torneo-beach-volley-scuola/

Approfondimenti

  • A Scuola di Sitting Volley: l'azzurra Giulia Bellandi ci spiega le regole

Un tutorial con protagonista l'azzurra della Nazionale Femminile di Sitting Volley Giulia Bellandi. Ora non vi resta che provare questo bellissimo sport

https://youtu.be/xDaJdHYLtkQ?si=eR01IIY1H7eojLaG

  • Bologna University Press. Sport e inclusione nel sitting volley

a cura di Giovanni Paruto, Daniele Veratti

Open access. Quaderni di diritto delle attività motorie e sportive

https://buponline.com/prodotto/sport-e-inclusione-nel-sitting-volley/

  • Le guide della Pallavolo. Sitting volleyball

Luigi Bertini

Calzetti Mariucci, 2013

https://www.calzetti-mariucci.it/shop/prodotti/sitting-volleyball

martedì 24 febbraio 2026

Le Olimpiadi di Milano Cortina hanno nascosto bene i problemi

Sono piaciute e sono andate bene, facendo passare in secondo piano l'insostenibilità dei Giochi invernali

Dopo diverse edizioni organizzate in modo così imponente da sembrare una messa in scena, le Olimpiadi invernali di Milano Cortina sono generalmente piaciute – in Italia e all’estero – anche perché sono sembrate normali. Molte gare si sono svolte in posti di montagna in cui ha nevicato, in un’atmosfera percepita come autentica e alpina (non era stato così per Pechino 2022). La politica nazionale e internazionale è stata presente ma non ha sovrastato lo sport. Tra gli argomenti extrasportivi che hanno fatto più scalpore ci sono stati il doppio tocco nel curling e un biatleta che ha confessato un tradimento in diretta mondiale: quasi pettegolezzi, rispetto per esempio al grave scandalo sul doping di Stato russo scoperto dopo le Olimpiadi invernali di Sochi 2014.

https://www.ilpost.it/2026/02/24/milano-cortina-2026-olimpiadi-invernali-bilancio-insostenibilita-problemi/

[Evento Live Gratuito] Aspettando le Paralimpiadi: esperienze da protagonisti tra sport e accessibilità

Aspettando le Paralimpiadi: esperienze da protagonisti tra sport e accessibilità 

📅 Mercoledì 4 marzo 2026 dalle 18:00 alle 19:00 in diretta su Zoom 

INFO

https://yeahimpresasociale.it/aspettando-le-paralimpiadi-esperienze-da-protagonisti-tra-sport-e-accessibilita/

lunedì 23 febbraio 2026

Ogni paese conta le medaglie un po’ come vuole

Chi guarda il totale, chi privilegia gli ori: è giusto così, visto che non c'è una vera regola, e comunque in ogni caso vince la Norvegia

Con la fine delle Olimpiadi invernali è diventato definitivo anche il medagliere, una sorta di classifica dei paesi in gara alle Olimpiadi. È una classifica che va contro lo spirito olimpico e il principio universalistico di unione tra popoli e nazioni promosso dalle Olimpiadi, ma allo stesso tempo è una sintesi efficace e un modo praticamente inevitabile per fare confronti tra paesi, per riassumere i risultati sportivi delle Olimpiadi in un unico grande resoconto generale.

https://www.ilpost.it/2026/02/23/criteri-classifica-olimpiadi-medaglie/

Le parole del segretario generale del Coni Carlo Mornati non sono innocenti

Le parole del segretario generale del Coni Carlo Mornati non sono innocenti, al contrario sono pericolose per quello che lui pensa sia la scuola, un bacino da cui attingere. Il signor Carlo Mornati ricorda i Signori Grigi del libro " Momo" dello scrittore tedesco Michael Ende. Uomini che rubano il tempo delle persone.

“o c’è un cambio radicale nelle scuole, dove si può attingere a un bacino naturale inserendo lo sport nei piani didattici come si fa nei Paesi anglosassoni, oppure diventa complicato. Lo sport a scuola da noi è educazione motoria, non si ha un approccio serio“

https://www.dire.it/21-02-2026/1216683-olimpiadi-cortina-mornati-atleti-medaglie-premi-coni/

E dopo l'ubriacatura olimpica guardiamo ai dati per un bagno di realtà

NOTA

Per coloro che si occupano di "comunicazione" è molto interessante notare come gli estensori dei comunicati stampa, con l'avvicinarsi dell'evento olimpico, si siano impegnati a giocare con la lingua italiana per veicolare il "giusto" messaggio.

L'esempio più imbarazzante è proprio quello che segue. Le affermazioni sono vere entrambe ma veicolano significati diversi

- una persona su tre pratica con continuità uno sport

- due persone su tre non praticano con continuità uno sport

Vabbè dai, sono ragazzi...

La pratica sportiva in Italia. Due persone su tre non praticano con continuità uno sport

L’Istat, in collaborazione con il Ministro per lo sport e i giovani, Sport e salute Spa e l’Istituto per il Credito sportivo e culturale, presenta i risultati dell’Indagine sulla pratica sportiva in Italia 

https://www.istat.it/comunicato-stampa/la-pratica-sportiva-in-italia/

In 10 anni cresce la quota di chi smette di fare sport

Nel 2024 oltre 14 milioni e 600mila persone di 3 anni e più (il 25,4%) dichiarano di aver abbandonato la pratica sportiva (i cosiddetti dropout) in un certo momento della loro vita. Il fenomeno è più diffuso tra gli uomini (27,5%) rispetto alle donne (23,4%) e si concentra soprattutto nelle fasce di età centrali, chiaramente a causa dei maggiori impegni legati a famiglia e lavoro tipici di questa fase della vita.

Anche per l’interruzione della pratica sportiva emergono forti differenze territoriali: le interruzioni sono più frequenti nel Centro-nord (26,8%) rispetto al Mezzogiorno (22,7%), dove però la pratica sportiva è generalmente meno diffusa.

Rispetto al 2015, quando i dropout erano il 20,2%, si registra un netto aumento. Dunque, se da un lato cresce, come sottolineato in precedenza, il numero di chi pratica sport, dall’altro aumenta anche chi, a un certo punto, smette. In particolare, tra il 2015 e il 2024, l’incremento più marcato si è avuto tra gli adulti e gli anziani over 60, con un aumento di circa 10 punti percentuali.

L’interruzione della pratica sportiva è un fenomeno da monitorare, soprattutto tra i più giovani. Già a partire dai 10 anni, infatti, cresce il numero di chi dichiara di aver smesso di fare sport. Nel 2024 sono circa 1 milione e 560mila i giovani tra i 10 e i 24 anni che affermano di aver praticato sport in passato, ma di averlo poi abbandonato (18,3% in questa fascia d’età).

Il fenomeno riguarda più le ragazze (21,6%) dei ragazzi (15,1%) e avviene anche più precocemente: in media a 14 anni per le ragazze contro i 15 dei coetanei maschi.

Per quanto riguarda le motivazioni, più di un giovane ex-sportivo su due ha smesso per mancanza di tempo (41,9%) o per perdita di interesse verso lo sport (39,1%). Altri motivi frequenti includono gli impegni scolastici (16,2%), l’emergere di nuovi interessi (10,6%), la stanchezza o la pigrizia (8,4%). Il 7,6% segnala le difficoltà economiche, mentre per il 5,9% la decisione è stata influenzata dalla mancanza di strutture adeguate o dalla difficoltà a raggiungerle (Figura 7).

L’analisi per genere rivela ulteriori differenze: le ragazze interrompono più spesso per mancanza di tempo e motivi legati allo studio, mentre tra i ragazzi prevalgono la perdita di interesse e la pigrizia.

(fonte: pag. 8, https://www.istat.it/wp-content/uploads/2025/06/La-pratica-sportiva-in-Italia_2024.pdf)

Sportivamente - La pratica sportiva in Italia e in Europa

Che lo sport faccia bene alla salute ormai è cosa nota. Ma quanto viene praticato in Italia e nel resto d’Europa? Per saperne di più sull’attività fisica degli adulti la redazione di Dati alla mano ha intervistato Laura Iannucci, ricercatrice Istat esperta della materia.

https://www.istat.it/it/archivio/283460

venerdì 20 febbraio 2026

Nell'antichità le donne potevano partecipare alle Olimpiadi?

Nell'antica Grecia, durante le Olimpiadi le donne sposate non erano neanche ammesse sugli spalti, ma una spartana riuscì a vincere due ori olimpici, senza scendere in campo.

Nell'antica Grecia i Giochi olimpici erano appannaggio maschile: in virtù del loro limitatissimo ruolo sociale, le donne non solo non potevano partecipare, ma neppure assistere alle gare. A eccezione della sacerdotessa della dea Demetra, delle bambine accompagnate dal proprio padre e delle proprietarie di cavalli e finanziatrici di carri per la corsa delle quadrighe. In questo modo, la nobile spartana Cinisca fu la prima donna a vincere indirettamente due Olimpiadi, nel 396 e nel 392 a.C.

https://www.focus.it/cultura/storia/nell-antichita-le-donne-potevano-partecipare-alle-olimpiadi

Rivincite. Quando lo sport non è solo competizione

Nello sport giovanile la competizione è diventata un filtro spietato: chi non eccelle resta in panchina, chi non regge la pressione se ne va. Centomila adolescenti l’anno abbandonano così campi e palestre.

A Genova, la Paladonbosco Volley sceglie di disinnescare questa logica: non l’agonismo tossico, ma una squadra che tiene insieme, valorizza, rimette in gioco. “Rivincite” racconta come la cura possa diventare l’altra faccia dello sport e della società che potremmo essere. 

https://fondazionefeltrinelli.it/pubblico/rivincite/