Fare sport in Italia non è uguale per tutti. Anzi, per molti è un lusso.
L’ultimo report Federconsumatori riguardo i costi delle attività sportive, già nel 2023 (https://federconsumatori.it/sport-federconsumatori-monitora-i-costi-delle-attivita-sportive-per-i-ragazzi-che-si-aggiungono-alle-spese-previste-in-autunno/), registrava un aumento medio del 16% delle spese in un anno per corsi e attrezzature. Considerando i rincari degli ultimi anni quella percentuale oggi è decisamente in aumento.
Alle persistenti disuguaglianze economiche si aggiunge anche l’assenza di spazi in cui praticare sport, che porta secondo l’Istat (https://educazionefisica.blogspot.com/2025/09/in-10-anni-cresce-la-quota-di-chi.html) molte persone a rinunciarci, con tassi di inattività e sedentarietà sensibilmente più alti: oltre 14,6 milioni di persone dichiarano di aver smesso di fare sport, in particolare nelle fasce adulte e giovanili. Tra ragazzi e ragazze nella fascia 10-24 anni, il fenomeno del dropout colpisce il 18,3%, soprattutto per mancanza di tempo, interesse e strutture adeguate. Un gap incolmabile neanche durante l’attività fisica prevista nell’ordinamento scolastico: 6 scuole italiane su 10 sono prive di palestra.
https://scomodo.org/una-mappa-aperta-delle-palestre-popolari-italiane/














