Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

mercoledì 3 giugno 2026

Il Canada ospita il Mondiale 2026 e o biglietti per le partite costano cifre proibitive

Air Transat e l'agenzia Courage hanno preso questa frustrazione e l'hanno guardata di traverso: per il prezzo di un singolo match si può comprare un volo di andata e ritorno verso il paese della squadra che si tifa.

Qui trovate il racconto

https://www.famouscampaigns.com/2026/05/world-cup-tickets-are-crazy-expensive-so-this-airline-built-a-campaign-around-it/

Alibi-juden

La storia dimenticata di Rudi Ball, l’unico tedesco "non ariano" a competere per la Germania nazista alle Olimpiadi Invernali del 1936.

Lo sfruttamento propagandistico, da parte del regime nazista, dello sport, e la discriminazione nei confronti degli atleti e delle atlete del Terzo Reich con ascendenze ebraiche è da sempre un argomento che appassiona molti lettori. Un libro scritto da Micheal Stellwag in lingua tedesca, Rudi Ball. Der vergessene deutsch-jüdische Eishockeystar, pubblicato ormai quattro anni fa e purtroppo non ancora tradotto in italiano, ci permette finalmente di conoscere nella sua completezza la straordinaria figura di Rudi Ball, l’unico tedesco non ariano che difese i colori tedeschi alle Olimpiadi Invernali del 1936, così come, qualche mese dopo, fece la ben più celebre schermitrice Helene Mayer a quelle estive di Berlino.

https://ultimouomo.com/rudi-ball-chi-era-giocatore-hockey-germania-nazista-olimpiadi-invernali-1936

Roma. Spazio al Gesto

Un’iniziativa dedicata allo sport inclusivo per bambini ciechi, ipovedenti e con disabilità visiva, pensata per offrire uno spazio di crescita, socializzazione, movimento e divertimento attraverso attività sportive accessibili e coinvolgenti.

Per celebrare questa nuova ripartenza, i Servizi Sportivi dell’ASP Sant’Alessio organizzano un nuovo OPEN DAY il 13 giugno 2026 presso la palestra scolastica dell’Istituto Sette Chiese, un momento speciale aperto a famiglie, bambini e a tutti coloro che desiderano conoscere più da vicino il progetto.

Per ogni informazione: servizisportivi@santalessio.org

Per iscriversi all’evento: segreteria@sportrealeyes.it

https://www.sportrealeyes.it/news/spazio-al-gesto-torna-a-roma-open-day-il-13-giugno-con-real-eyes-sport-e-santalessio

Sola - in bici tra le Ande



Una bicicletta gravel, una tenda, più di mille chilometri di strade polverose a 4.500 metri di quota in totale autosufficienza. "Sola – in bici tra le Ande" è il racconto autentico e potente del viaggio di Silvia Gottardi, già conosciuta per far parte del duo Cicliste per Caso, da La Paz in Bolivia a San Pedro de Atacama in Cile.

Ma questo non è solo un viaggio epico tra lagune turchesi e deserti salati: è soprattutto un viaggio dentro il coraggio femminile. Attraverso le spettacolari immagini girate da Silvia stessa, il documentario mette in discussione gli archetipi antichi del viaggio, ribaltando la narrazione di Ulisse che parte e Penelope che aspetta. Silvia incontra donne lungo il suo cammino, le ascolta, le intervista, tessendo un racconto corale che parla di indipendenza, sogni, ostacoli e resilienza femminile.

Con uno sguardo sincero e personale, il film esplora anche i pericoli e le difficoltà che rendono il viaggio spesso più complesso per una donna, ma mostra come la libertà e l’avventura siano un diritto – e una possibilità – per tutte. "Sola – in bici tra le Ande" è un inno alla forza delle donne e un invito a partire, con la consapevolezza che l’audacia non ha genere.

https://youtu.be/VPNo6oI_WsE?si=OFAxFu8x9rXzcy9k

Usain Bolt e il record mondiale dei 100 metri di 9”58: il “difetto” che lo ha reso l’uomo più veloce del mondo

Ciò che ha fatto Usain Bolt nella sua carriera lo ha reso un caso di studio scientifico: come ha potuto un atleta così alto, con una gamba più lunga dell'altra, correre dei tempi che mai nessuno è più riuscito ad avvicinare?

continua su: https://www.geopop.it/usain-bolt-e-il-record-mondiale-dei-100-metri-di-958-il-difetto-che-lo-ha-reso-luomo-piu-veloce-del-mondo/p1/

Giornata Mondiale della Bicicletta

Per la Giornata Mondiale della Bicicletta, che cade oggi 3 giugno, una raccolta di dipinti e stampe dedicati alla bici (in copertina Bo Bartlett, Il giorno in cui tutto è cambiato per sempre, 2016).

https://www.didatticarte.it/Blog/?page_id=16598

lunedì 1 giugno 2026

Nel ciclismo le moto sono un problema

È importante che ci siano, ma possono dare un grande vantaggio aerodinamico e quindi influenzare le corse

Nelle ultime settimane, nel ciclismo su strada si è parlato tanto di moto. Più una gara è importante e più moto precedono, seguono o stanno accanto ai corridori in bicicletta. Quelle moto sono indispensabili per accompagnare, mostrare e raccontare il ciclismo: trasportano operatori televisivi, fotografi e motocronisti, e in certi casi offrono assistenza ai corridori in corsa. Secondo diversi addetti ai lavori, però, talvolta le moto sono così vicine ai ciclisti che influenzano le condizioni in cui corrono: la scia delle moto diminuisce la fatica per mantenere una certa velocità, impattando sul risultato finale.

https://www.ilpost.it/2026/05/26/ciclismo-moto-problema/

L’osteopatia funziona o ci sembra che funzioni?

Che cosa dicono le ricerche ora che in Italia sono state definite le regole per studiarla e praticarla come professione sanitaria

Il 22 maggio è stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale il decreto che regolamenta le modalità di riconoscimento del titolo di osteopata in Italia. Era un provvedimento atteso da tempo e che rende attuabile la legge introdotta nel 2018, che aveva dato l’avvio per l’inserimento dell’osteopatia nelle professioni sanitarie. Il decreto indica l’istituzione di elenchi temporanei ai quali si potrà iscrivere chi svolge già da tempo l’attività di osteopata, perché aveva iniziato a lavorare prima che fosse necessario un corso di laurea per questa professione.

https://www.ilpost.it/2026/05/29/osteopatia/

Romania, festa per Nadia Comaneci a 50 anni dal “10 olimpico”

Festa a Onesti, nella Romania orientale, per celebrare il ritorno della grande ginnasta Nadia Comaneci nella sua città natale a 50 anni dalla sua vittoria storica alle Olimpiadi di Montréal nel 1976.

Una leggenda per lo sport nazionale e non solo: una delle ginnaste più famose di sempre per aver ottenuto in quell’occasione a soli 14 anni, un “10 perfetto”, la prima atleta a raggiungere il punteggio massimo ai Giochi olimpici nella ginnastica artistica. Seguirono altre medaglie olimpiche, nove in tutto, tra cui cinque ori.

https://www.iodonna.it/video-iodonna/personaggi-video/romania-festa-per-nadia-comaneci-a-50-anni-dal-10-olimpico/

Un’atleta iraniana contro il regine del suo paese, su Rai 5 “Tatami – Una donna in lotta per la libertà”



Lo sport come metafora della vita, privata o pubblica, non è certo una novità al cinema. Lo è anche nel caso di Tatami – Una donna in lotta per la libertà, in onda stasera lunedì 1 giugno alle 21.20 su Rai 5. 

In questa prima collaborazione assoluta tra un regista israeliano (Guy Nattiv) e un’iraniana (Zar Amir Ebrahimi, anche interprete), una vittoria nello sport diventa lo strumento perfetto per raccontare ad esempio l’impegno necessario per raggiungere i propri obiettivi, e il significato che una vittoria può avere per un’intera nazione.

https://www.iodonna.it/spettacoli/tv/2026/06/01/tatami-una-donna-in-lotta-per-la-liberta-trama-storia-vera-recensione/

RaiPlay

https://www.raiplay.it/video/2026/05/Tatami-Una-donna-in-lotta-per-la-liberta-4496c8a9-2eef-4695-9c2c-0bd802e717ea.html

martedì 26 maggio 2026

Io non gioco da solo. Verso l’inclusione nell’educazione motoria, fisica e sportiva

Il presente manuale si propone come guida per la formazione di docenti di educazione fisica e di scienze motorie, di insegnanti di sostegno e di operatori sportivi nel contesto della scuola primaria e secondaria di primo grado.

Attraverso un approccio multidisciplinare, esplora i fondamenti dell'educazione motoria, fisica e sportiva, fornendo strumenti teorici e pratici per la progettazione e l'implementazione di interventi didattici efficaci. Il focus del libro è sull'inclusione di bambini e ragazzi con disabilità o altri bisogni educativi speciali (BES), presentando strategie pedagogiche e metodologiche finalizzate a promuovere la partecipazione e il successo formativo di ogni alunno attraverso lo sport. A tale scopo sono riportati degli esempi di casi reali, affrontati nelle palestre di diverse scuole, con proposte pratiche, schede di autovalutazione e unità di apprendimento. 

Io non gioco da solo. Verso l’inclusione nell’educazione motoria, fisica e sportiva

Maurizio Mondoni , Cristina Salvetti , Caterina Ferraù

https://www.libreriauniversitaria.it/ebook/9788833597768/autore-maurizio-mondoni/ebook-io-non-gioco-da-solo-verso-l-inclusione-nell-educazione-motoria-fisica-e-sportiva.htm

lunedì 25 maggio 2026

L’ossessione per lo sport

Sveglie all’alba, corse prima dell’ufficio e dopo il lavoro, pianificazione dei pasti e fine settimana scanditi dalle gare: sempre più persone in Norvegia si allenano ossessivamente e puntano su obiettivi altissimi, come partecipare a gare di Ironman o anche più estreme.

Per loro l’attività fisica è non più solo un aiuto per restare in forma, ma un mezzo per dare struttura e senso alla vita quotidiana. Anche il lavoro, che tradizionalmente scandisce il tempo e le giornate della vita adulta, passa in secondo piano.

Come rivela  l’inchiesta del giornale norvegese Dagens Næringsliv, che pubblichiamo in copertina sul numero di Internazionale (https://www.internazionale.it/magazine/line-kaspersen/2026/05/21/in-gara-con-se-stessi) di questa settimana, se un tempo questa tendenza riguardava principalmente persone quarantenni, ora coinvolge molti giovani alle prese con la “crisi del quarto di secolo”, cioè dei venticinque o trent’anni.

E se dietro il boom dell’allenamento intensivo ci sono disciplina, ricerca di controllo e desiderio di benessere, c’è anche il rischio che l’ossessione per la performance – agevolata dall’uso delle app che tracciano le prestazioni atletiche – finisca per occupare tutto lo spazio disponibile, trasformando il tempo libero in un’altra fonte di stress e pressione.

Un oceano di ragazze


A Dakar un’accademia di surf aiuta le giovani senegalesi a praticare uno sport riservato per anni ai maschi.

https://it.euronews.com/video/2026/02/06/a-dakar-in-senegal-una-scuola-di-surf-riporta-le-ragazze-sui-banchi

domenica 24 maggio 2026

Perché i sub delle ricerche alle Maldive erano finlandesi



Sono tra i più esperti al mondo nelle immersioni in grotta, da quando nel 2014 riuscirono in una missione considerata impossibile

Sami Paakkarinen, Patrik Grönqvist e Jenni Westerlund sono i tre sommozzatori finlandesi che hanno recuperato i corpi di quattro dei cinque sub italiani morti in una grotta sottomarina alle Maldive. Venerdì hanno dato agli investigatori informazioni molto utili per ricostruire cosa sia successo durante la spedizione, soprattutto cosa sia andato storto.

https://www.ilpost.it/2026/05/23/sub-finlandesi-corpi-italiani-maldive/

https://youtu.be/mEDOeS782rc?si=r0liXMS-c95Y7z-t

venerdì 22 maggio 2026

La procura di Belluno ha aperto un’indagine sull’affidamento dell’appalto della nuova cabinovia di Cortina

La procura di Belluno sta indagando tre persone in un’inchiesta su Simico e Graffer, rispettivamente la società committente e quella esecutrice della cabinovia Apollonio-Socrepes, l’impianto a fune di Cortina d’Ampezzo che avrebbe dovuto essere operativo per l’inizio delle Olimpiadi invernali e che era una delle opera più discusse previste a Cortina per l’evento. Tra le persone indagate c’é Fabio Massimo Saldini, commissario straordinario del governo per le opere olimpiche e amministratore delegato di Simico.

https://www.ilpost.it/2026/05/21/perquisizione-simico-graffer-indagine-cabinovia-cortina/

In gara con se stessi

Cercando di riconquistare il controllo sul corpo e sul tempo, molte persone trasformano attività fisiche sempre più estreme in una vera ossessione. Fino a farne il centro della loro vita. Illustrazione di Fortunate Joaquin.

Leggi il sommario del nuovo numero di Internazionale: intern.az/1Qkv

domenica 17 maggio 2026

Corpo come dispositivo. Guida e riflessione sulle performance della Biennale di Venezia

I padiglioni più significativi della Biennale 2026 non si presentano come raccolte di opere, ma come regimi concorrenti del corpo contemporaneo, ciascuno radicato in genealogie storiche differenti che riaffiorano direttamente nelle loro forme

https://www.artribune.com/arte-contemporanea-2/2026/05/performance-protagonista-biennale-venezia/

C’è un libro che racconta il sorprendente rapporto storico tra arte, biciclette e ciclismo

Mentre il Giro d’Italia 2026 è iniziato e mette in pista livree d'autore, il memoir del gallerista e produttore di bici Antonio Colombo “A.C. Confidential” racconta l'incontro tra i telai della sua Columbus e l'arte attraverso i rapporti con artisti come Schifano e Cattelan

https://www.artribune.com/editoria/2026/05/libro-antonio-colombo-ciclismo/

Correre insieme

Nel 2025 gli atleti (https://worldathletics.org/records/toplists/road-running/marathon/all/men/senior/2025) e le atlete (https://worldathletics.org/records/toplists/road-running/marathon/all/women/senior/2025) provenienti da Etiopia, Kenya, Uganda, Eritrea e Tanzania hanno occupato rispettivamente 69 e 74 delle prime 100 posizioni nelle classifiche mondiali di maratona di World Athletics. 

È un dominio che continua anche nell’epoca delle “super shoes”, dei sensori biometrici e dei programmi di allenamento costruiti dall’intelligenza artificiale. Dopo la maratona di Londra del 2026, chiusa dal keniano Sabastian Sawe sotto le due ore in una gara ufficiale (Guardian - https://www.theguardian.com/sport/2026/apr/26/sabastian-sawe-breaks-two-hour-barrier-london-marathon-world-record), gran parte dell’attenzione si è concentrata sul ruolo della tecnologia nella performance (Bbc https://www.bbc.com/sport/athletics/articles/cn898pn2x08o).

  • La fatica condivisa

Secondo Aeon (https://aeon.co/essays/what-ethiopian-running-says-about-the-limits-of-human-ability), però, questi risultati derivano dal modo in cui viene concepita la corsa in quei Paesi: non come ottimizzazione individuale, ma come pratica collettiva. In Etiopia, i runner si allenano in gruppo sui sentieri del monte Entoto, sopra Addis Abeba, alternandosi nel “tirare” i compagni. Stare davanti significa spendere energie per gli altri ed è considerato una responsabilità condivisa. Chi corre troppo forte rischia di “bruciare” energie che dovrebbero essere distribuite e protette. Gps e smartwatch spesso restano a casa: conta di più la capacità di ascoltare il corpo, adattarsi al terreno e seguire il ritmo del gruppo.

  • La tecnologia non basta

In molti Paesi del mondo, invece, la corsa è diventata uno dei simboli della cultura dell’auto-monitoraggio, con programmi sempre più personalizzati e una misurazione continua di sonno, recupero e livelli di stress. Di recente, però, sempre più runner professionisti e amatori stanno cercando altre vie per migliorare la performance: molti si recano in Kenya, attratti dal centro di allenamento di Iten, diventato famoso per la dimensione comunitaria nella quale vivono gli atleti (Guardian https://www.theguardian.com/travel/2011/apr/16/iten-kenya-running-athletics-training-camp). Un reportage di Outside (https://run.outsideonline.com/road/road-culture/step-inside-this-striking-mediterranean-style-running-camp-in-kenya/) racconta come la quotidianità di questi camp ruoti intorno ad allenamenti condivisi, pasti comuni e recupero collettivo, trasformando la corsa in un’esperienza sociale prima ancora che tecnologica.

La climber Wafaa Amer: «La roccia mi fa tornare in equilibrio»

È diventata un nome nel mondo dell’arrampicata per aver conquistato alcune tra le vie più difficili. 

Adesso la climber, nata in Egitto e dal 2005 in Italia, racconta nel libro Io sono Wafaa (che presenta domenica 17 maggio al Salone del Libro di Torino) la sua storia difficile. Per testimoniare, come dice a iO Donna, che chiunque «può trovare il coraggio per superare ogni ostacolo» e che lo sport può diventare un potente mezzo di emancipazione femminile

https://www.iodonna.it/attualita/storie-e-reportage/2026/05/16/la-roccia-mi-fa-tornare-in-equilibrio-wafaa-amer/