Prima di diventare olimpico lo snowboard è stato una controcultura, un po' come il surf
All’inizio delle Olimpiadi del 1998 di Nagano, in Giappone, la rivista canadese Maclean’s commentò così l’arrivo dello snowboard tra le discipline olimpiche invernali:
I vecchi e austeri Giochi Olimpici, a quanto pare, stanno per subire uno shock culturale. Originariamente relegato all’arena dei cosiddetti sport estremi, lo snowboard ha un linguaggio tutto suo: le manovre di freestyle hanno nomi come Canadian Bacon, McTwist e Flying Squirrel, e i rider che cadono parlano di “cratering” o “bailing”.

Nessun commento:
Posta un commento