Repubblica ha tradotto un articolo del New York Times che racconta la storia della giovane atleta indiana Dutee Chand, affetta da “iperandrogenismo” e a cui la scorsa estate è stato vietato di gareggiare contro altre donne.
L’iperandrogenismo è una condizione per cui il corpo di una donna produce un livello di ormoni androgeni, come il testosterone, superiore alla norma, e questo può procurare dei vantaggi atletici rispetto ad altre donne. Della questione si era molto parlato qualche anno fa per la storia dell’atleta sudafricana Caster Semenya, sulla cui identità di genere vennero avanzati diversi dubbi dopo alcune prestazioni particolarmente brillanti.
Come racconta l’articolo, la Federazione di atletica indiana ha detto che permetterà a Dutee Chand di gareggiare se riuscisse a diminuire la quantità di testosterone presente nel suo corpo, cosa che potrebbe fare prendendo medicine o sottoponendosi a un intervento chirurgico: due pratiche invasive che spingono a riflettere sulla definizione di “donna”, in ambito sportivo.
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