Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

giovedì 20 giugno 2019

Per l'estate si prosegue su Telegram

Ciao a tutte e a tutti,
per il periodo estivo i miei canali news passano su Telegram - INFO: https://telegram.org/ .
E' sufficiente installare sul proprio smartphone l'applicazione e cercare il mio canale iProfTouch oppure cliccare all'indirizzo https://t.me/iproftouch e seguire le indicazioni di registrazione.
L'applicazione ha problemi di accessibilità pertanto l'unico canale news che rimarrà aggiornato sarà quello dedicato alle disabilità visive http://blog.jimmydiottria.it/
Un caro saluto
;-)
Iacopo

mercoledì 19 giugno 2019

All'esame di Stato "Tra sport e storia"

Ciao a tutte e a tutti,
martedì 22 gennaio 2019 pubblicavo un post di approfondimento dal titolo
Memoria, la nipote di Bartali: "Nascondeva i documenti nei tubi della bicicletta, così mio nonno salvò 800 ebrei"
In quei giorni veniva pubblicato il libro
Gino Bartali. Una bici contro il fascismo
di Alberto Toscano
Baldini + Castoldi, 2019

Questa mattina scopro che la tipologia C della prima prova scritta agli Esami di Stato ha come titolo Tra sport e storia e racconta proprio di Gino Bartali. Segue il testo della traccia:

 “Sono proprio orgoglioso: un mio caro amico, mio e di tutti quelli che seguono il ciclismo, ha vinto la corsa della vita, anche se è morto da un po’.
Il suo nome non sta più scritto soltanto negli albi d’oro del Giro d’Italia e del Tour de France, ma viene inciso direttamente nella pietra viva della storia, la storia più alta e più nobile degli uomini giusti. A Gerusalemme sono pronti a preparargli il posto con tutti i più sacri onori: la sua memoria brillerà come esempio, con il titolo di «Giusto tra le nazioni», nella lista santa dello Yad Vashem, il «mausoleo» della Shoah. Se ne parlava da anni, sembrava quasi che fosse finito tutto nella polverosa soffitta del tempo, ma finalmente il riconoscimento arriva, guarda caso proprio nelle giornate dei campionati mondiali lungo le strade della sua Firenze.
Questo mio amico, amico molto più e molto prima di tanta gente che ne ha amato il talento sportivo e la stoffa umana, è Gino Bartali. Per noi del Giro, Gino d’Italia. Come già tutti hanno letto nei libri e visto nelle fiction, il campione brontolone aveva un cuore grande e una fede profonda. Nell’autunno del 1943, non esitò un attimo a raccogliere l’invito del vescovo fiorentino Elia Della Costa. Il cardinale gli proponeva corse in bicicletta molto particolari e molto rischiose: doveva infilare nel telaio documenti falsi e consegnarli agli ebrei braccati dai fascisti, salvandoli dalla deportazione. Per più di un anno, Gino pedalò a grande ritmo tra Firenze e Assisi, abbinando ai suoi allenamenti la missione suprema. Gli ebrei dell’epoca ne hanno sempre parlato come di un angelo salvatore, pronto a dare senza chiedere niente. Tra una spola e l’altra, Bartali nascose pure nelle sue cantine una famiglia intera, padre, madre e due figli. Proprio uno di questi ragazzi d’allora, Giorgio Goldenberg, non ha mai smesso di raccontare negli anni, assieme ad altri ebrei salvati, il ruolo e la generosità di Gino. E nessuno dimentica che ad un certo punto, nel luglio del ‘44, sugli strani allenamenti puntò gli occhi il famigerato Mario Carità, fondatore del reparto speciale nella repubblica di Salò, anche se grazie al cielo l’aguzzino non ebbe poi tempo per approfondire le indagini.
Gino uscì dalla guerra sano e salvo, avviandosi a rianimare con Coppi i depressi umori degli italiani. I nostri padri e i nostri nonni amano raccontare che Gino salvò persino l’Italia dalla rivoluzione bolscevica (1) , vincendo un memorabile Tour, ma questo forse è attribuirgli un merito vagamente leggendario, benché i suoi trionfi fossero realmente serviti a seminare un poco di serenità e di spirito patriottico nell’esasperato clima di allora.
Non sono ingigantite, non sono romanzate, sono tutte perfettamente vere le pedalate contro i razzisti, da grande gregario degli ebrei. Lui che parlava molto e di tutto, della questione parlava sempre a fatica. Ricorda il figlio Andrea, il vero curatore amorevole della grande memoria: «Io ho sempre saputo, papà però si raccomandava di non dire niente a nessuno, perché ripeteva sempre che il bene si fa ma non si dice, e sfruttare le disgrazie degli altri per farsi belli è da vigliacchi...».
[…] C’è chi dice che ne salvò cinquecento, chi seicento, chi mille. Sinceramente, il numero conta poco. Ne avesse salvato uno solo, non cambierebbe nulla: a meritare il grato riconoscimento è la sensibilità che portò un campione così famoso a rischiare la vita per gli ultimi della terra.”
da un articolo di Cristiano Gatti, pubblicato da “Il Giornale” (24/09/2013)

(1)  La vittoria di Bartali al Tour de France nel 1948 avvenne in un momento di forti tensioni seguite all’attentato a Togliatti, segretario del PCI (Partito Comunista Italiano).

Il giornalista Cristiano Gatti racconta di Gino Bartali, grande campione di ciclismo, la cui storia personale e sportiva si è incrociata, almeno due volte, con eventi storici importanti e drammatici.
Il campione ha ottenuto il titolo di “Giusto tra le Nazioni”, grazie al suo coraggio che consentì, nel 1943, di salvare moltissimi ebrei, con la collaborazione del cardinale di Firenze.
Inoltre, una sua “mitica” vittoria al Tour de France del 1948 fu considerata da molti come uno dei fattori che contribuì a “calmare gli animi” dopo l’attentato a Togliatti. Quest’ultima affermazione è probabilmente non del tutto fondata, ma testimonia come lo sport abbia coinvolto in modo forte e profondo il popolo italiano, così come tutti i popoli del mondo. A conferma di ciò, molti regimi autoritari hanno spesso cercato di strumentalizzare le epiche imprese dei campioni per stimolare non solo il senso della patria, ma anche i nazionalismi.

A partire dal contenuto dell’articolo di Gatti e traendo spunto dalle tue conoscenze, letture ed esperienze, rifletti sul rapporto tra sport, storia e società. Puoi arricchire la tua riflessione con riferimenti a episodi significativi e personaggi di oggi e/o del passato.

Puoi articolare il tuo elaborato in paragrafi opportunamente titolati e presentarlo con un titolo complessivo che ne esprima sinteticamente il contenuto.

martedì 18 giugno 2019

CAPDI - DDL: educazione motoria nella scuola primaria

Il disegno di legge in oggetto (A.S. n. 992) – approvato in prima lettura dalla Camera dei deputati il 18 dicembre 2018 come testo risultante dall'unificazione di distinte proposte di legge (A.C. T.U. 523, 784, 914, 1221 e 1222) – conferisce al Governo una delega in materia di insegnamento dell'educazione motoria nella scuola primaria, allo scopo di riservare lo stesso a insegnanti con titolo specifico (come già è, a legislazione vigente, per la scuola secondaria di primo e di secondo grado) e di definire un minimo di due ore settimanali di insegnamento per ciascuna classe. (Vedi allegato)
Il DDL ha iniziato l’iter al Senato il 30 gennaio con il relatore sen Barbaro e dopo una serie di sedute, che hanno visto praticamente tutti i gruppi favorevoli, ha fissato per il 15 maggio il termine per la presentazione degli emendamenti da parte dei Senatori. Aspettiamo prossima convocazione (vedi allegato)
Come già dicevamo a dicembre, dopo l’approvazione alla Camera dei deputati, rimane il problema della copertura finanziaria della legge per la quale vengono impegnanti poco più di 3 milioni per il 2019 e 10 milioni dal 2020. Ed è proprio per tale limitatezza delle risorse impegnate che il DDL prevede che sarà applicato “in via sperimentale e in alcune istituzioni scolastiche”. E questo per alcuni anni (massimo 5).
Scarica allegato su https://www.capdi.org/home/index.php/documenti/2019/giugno-4/2732-comunicato-capdi-4-giugno

lunedì 17 giugno 2019

Webinar ITD CNR. Azioni didattiche inclusive – Parte 2

Ricevo e volentieri inoltro ;-)
Io ci sono il 19 novembre 2019 con il Webinar
"L’esperienza dell’Educazione Fisica e Sportiva nella Scuola di tutti"
Ciao
Iacopo

Carissimi,
ho il piacere di informarvi che, tenuto conto dei bisogni formativi espressi da alcuni di voi, qualche tempo fa, ho organizzato una seconda proposta formativa, Azioni didattiche inclusive – parte 2 (SD2), naturale seguito della precedente, che è fruibile nel corso online Azioni didattiche inclusive – parte 1 (SD2) sulla piattaforma Essediquadro Formazione: https://sd2.itd.cnr.it/corsiformazione/course/view.php?id=28
Come la precedente, anche questa proposta si potrà fruire gratuitamente nella consueta duplice forma: in diretta (webinar) dal 13 settembre al 12 dicembre e/o in differita (sulla piattaforma Essediquadro Formazione) a partire dal 20 settembre.
Per la partecipazione ai webinar (in diretta) è richiesta l’iscrizione, compilando il modulo dedicato:
https://attendee.gotowebinar.com/register/4899482486976224001
L'iscrizione si riferisce all'intero corso, ma possono essere seguiti anche solo alcuni dei webinar proposti.
Alla mail indicata nel modulo verrà inviato un promemoria il giorno precedente, con specificate le modalità di fruizione.
Le registrazioni dei webinar e i materiali presentati dai relatori costituiranno i contenuti del corso “Azioni didattiche inclusive - parte 2 (SD2)” (https://sd2.itd.cnr.it/corsiformazione/course/view.php?id=29) che potrà essere seguito, successivamente, in differita, sempre gratuitamente, sulla piattaforma Essediquadro Formazione.
Il corso “Azioni didattiche inclusive - parte 2 (SD2)”, da seguire in differita, verrà inserito nel catalogo SOFIA con il titolo "CNR-ITD Azioni didattiche inclusive - parte 2 (SD2)".
Qui: https://tinyurl.com/webinar-SD2-2019-parte2 il programma, che si arricchirà degli abstract forniti dai relatori.
Buona formazione a tutti e divulgate l'iniziativa!!
Lucia Ferlino

Lo spot contro i pregiudizi della Nazionale femminile tedesca



«Giochiamo per un Paese che non sa nemmeno i nostri nomi». «Sapete che c'è? Non abbiamo le palle, ma sappiamo come usarle». Il video virale delle campionesse di Germania in occasione dei Mondiali.
https://www.letteradonna.it/it/articoli/sport/2019/06/17/germania-nazionale-mondiale-femminile-spot-stereotipi/28523/

domenica 16 giugno 2019

Formia. Sitting Volley, sport ed integrazione a Piazzale Aldo Moro

Questa sera Piazza Aldo Moro diventerà il campo da gioco dell' ASD Up Volley Medical Aversa e dell’APSSD Libera Mente di Napoli che con la partecipazione eccezionale del giocatore della nazionale italianda Paolo Mangiacapra, si affronteranno per una dimostrazione di Sitting Volley.
Per Abbattere ogni tipo di barriera da quelle fisiche a quelle culturali ed includere tutti attraverso la sana e divertente pratica sportiva, atleti disabili e normodotati daranno dimostrazione di questa bellissima disciplina paraolimpica giocando insieme sui campi allestiti nella splendida piazza che affaccia sul Golfo.
Domenica 16 giugno a partire dalle ore 17:30

sabato 15 giugno 2019

Boxe in sacrestia, la sfida di don Antonio nel Rione Sanità

La basilica di uno dei quartieri più difficili di Napoli trasformata in palestra di pugilato e frequentata da una cinquantina di ragazzi della zona. Il parroco Loffredo punta sullo sport per combattere il degrado e la criminalità organizzata
Sembrava impossibile, eppure è già un successo: invece di trascorrere i pomeriggi al muretto o sul motorino, cinquanta ragazzini del quartiere ai piedi della collina di Capodimonte, uno dei più densamente popolati e difficili di Napoli, indossano i guantoni e si allenano gratuitamente nella sacrestia della seicentesca Basilica di Santa Maria della Sanità, la chiesa più importante del rione, quella con la cupola coperta di maioliche gialle e verdi, trasformata in palestra e all’occorrenza in ring. Un colpo d’occhio notevole, tanto che a qualcuno queste scazzottate (seppur sportive) in mezzo a statue, affreschi e arredi sacri potrebbero sembrare una profanazione. «Me l’hanno chiesto i ragazzi, sono richieste che vengono dal basso a cui il parroco risponde», replica senza scomporsi don Antonio in abito talare, mentre maestri e adolescenti si fronteggiano, spinti da motivazioni diverse.
https://espresso.repubblica.it/plus/articoli/2019/06/06/news/boxe-chiesa-rione-sanita-1.335456

venerdì 14 giugno 2019

Per una storiografia dello sport

Sulla difficoltà di approcciarsi allo sport in una maniera più profonda, concentrandosi sul significato e su ciò che lo ha prodotto piuttosto che sul significante, esiste un passo dell’Anna Karenina di Tolstoj che, pur essendo stato scritto oltre 140 anni fa, ancora può dirsi attuale, sotto tanti aspetti.
Il dialogo si trova al capitolo 28 della seconda parte, muove da un appunto di Aleksej Aleksandrovic, marito di Anna, uomo al quale veniva naturale «parlare bene e con intelligenza», e si sostanzia nella risposta ricevuta.
http://www.treccani.it/magazine/atlante/societa/Per_una_storiografia_dello_sport.html

Milano, le ragazze 'invisibili' di Quarto Oggiaro: "Qui se nasci donna vali di meno"

Quarto Oggiaro, quartiere della periferia nord di Milano. Per arrivarci bisogna attraversare un ponte, che lo separa fisicamente dal resto della città. Qui molte famiglie sono problematiche, a volte un parente è in carcere, i genitori sono comunque spesso impegnati tutto il giorno. E per i ragazzi le alternative alla "piazzetta" sono poche.
Ma esistono molte associazioni che da anni portano avanti attività per riqualificare il territorio. Come la Fondazione Laureus, che finanzia un progetto per le alunne delle medie. "È come se la mentalità del quartiere si fosse fermata agli anni '50 - spiegano - se sei femmina non puoi fare le cose che fanno i maschi. Ci sono ragazze che non vengono seguite, e che diventano donne come viene". Laureus Italia Onlus si impegna a sostenere i minori in condizioni di forte deprivazione economica e sociale nelle periferie di Milano, Napoli e Roma dal 2005,coinvolgendo fino a oggi 5mila bambini. A Quarto Oggiaro permette alle ragazze di giocare a softball, il baseball femminile, dove le adolescenti si sentono accolte, imparano il rispetto delle regole, a prendere e mantenere un impegno. "Quello che diciamo alle nostre ragazze - spiega Alessandra Stella, psicologa della Fondazione - è questo: non puoi cambiare dove sei nato, ma non puoi permettere a nessuno di dirti quello che puoi e non puoi fare. Lo sport insegna che se cadi, ti rialzi. E poi sei più forte di prima".
Di Valeria Teodonio
Immagini di Sonny Anzellotti e Giulio La Monica
Montaggio di Mariagrazia Morrone
Grafica di Riccardo Pulvirenti
VIDEO: https://video.repubblica.it/dossier/palestre-di-vita-quei-ragazzi-salvati-dallo-sport/milano-le-ragazze-invisibili-di-quarto-oggiaro-qui-se-nasci-donna-vali-di-meno-quarta-puntata/336881/337477

Stand up paddle SUP

Lo stand up paddle è lo sport di scivolamento più in voga perché è accessibile a tutti, regala un senso di libertà e possiede innegabili virtù che aiutano a mantenersi in forma: rafforzamento della muscolatura globale e sviluppo dell’equilibrio.
Questo tema del mese presenta delle idee per una pratica corretta della disciplina nel rispetto del principio: la sicurezza prima di tutto! Gli esercizi e la lezione presentati in questo fascicolo aiutano a organizzare alla perfezione delle uscite sull'acqua e, una volta sul posto, a spronare i partecipanti a: «Stand up!» e «Paddle!»
https://www.mobilesport.ch/tema-del-mese-06-2019-stand-up-paddle-sup/

Una nuova era per la nazionale italiana di calcio femminile

Questo articolo fa parte di una serie del Guardian dedicata ai Mondiali di calcio femminile in corso in Francia.
La serie presenta le 24 squadre qualificate con i contributi di giornalisti ed esperti del rispettivo paese.
https://www.internazionale.it/notizie/luca-bianchin/2019/06/11/nazionale-italiana-calcio-femminile

giovedì 13 giugno 2019

La palestra solo in 4 scuole su 10

Un altro dato sconfortante si aggiunge a quegli altri già negativi sull’edilizia scolastica, a cui fra l’altro siamo abituati.
Ebbene in base al report realizzato da Openpolis “Quanto conta la presenza delle palestre nelle scuole”, si viene a sapere che in Italia solo quattro scuole su 10 sono dotate di impianti sportivi, come palestre o piscine, dunque si tratta del 40,7%.
https://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2019-06-11/quattro-scuole-10-hanno-palestra-maglia-nera-calabria-e-campania-145409.shtml

martedì 11 giugno 2019

Carrozzine "multisport" per il diritto al gioco di tutti i bimbi

Con l'obiettivo di permettere ai bambini con disabilità che frequentano le scuole elementari di svolgere attività fisica, l'Apl, Associazione Paraplegici Lombardia ha lanciato il crowdfunding per l'acquisto di queste carrozzine che saranno date in comodato gratuito alle famiglie che le richiederanno alle scuole elementari di Milano
http://www.vita.it/it/article/2019/06/10/carrozzine-multisport-per-il-diritto-al-gioco-di-tutti-i-bimbi/151842/

WOW 2019: tornano gli open day gratuiti che portano in barca a vela le persone con disabilità

Dopo aver attraversato l’Atlantico ospitando oltre venti equipaggi da tutto il mondo con l’edizione d’esordio del 2017 e fatto un doppio giro d’Italia l’anno scorso, il progetto di inclusione sociale della Onlus Lo Spirito di Stella giunge alla sua terza edizione per continuare a inseguire il sogno di universalità, inclusione e aggregazione con 45 giornate in mare per tutti.
https://www.disabili.com/sport/articoli-qsportq/wow-2019-tornano-gli-open-day-gratuiti-che-portano-in-barca-a-vela-le-persone-con-disabilita

domenica 9 giugno 2019

Mondiali femminili: la FIFA raddoppia il montepremi

Sponsor e Federazioni iniziano a valorizzare economicamente il calcio femminile.
La FIFA, in occasione del Mondiale di Francia che scatta domani sera, ha raddoppiato i premi destinati alle squadre che si qualificheranno al tabellone finale: dai 15 milioni del mondiale di Canada del 2015 ai 30 attuali. La portata economica della manifestazione che avrà inizio venerdì è senza precedenti nel calcio femminile. Televisioni e aziende stanno scoprendo il valore della declinazione al femminile di questo sport, da ridisegnare comunicativamente e valorizzare, anche, economicamente.
https://www.sporteconomy.it/mondiali-femminili-la-fifa-raddoppia-il-montepremi/

Visioni. Sognando Beckham - Trailer

La storia dei Mondiali di calcio femminile

La prima edizione ufficiale risale al 1991, ma prima ci sono stati 20 anni di tornei a invito e battaglie per i diritti. Che non sono ancora finite. Come dimostra l'edizione 2019 dell'evento sportivo. 
erano una volta delle ragazze che volevano giocare a pallone, ma la società in cui crescevano non glielo permetteva. Sembra la trama di Sognando Beckham, e invece è la storia del movimento internazionale del calcio femminile. Quella che è iniziata in Francia il 7 giugno è l'ottava edizione dei Campionati Mondiali. I maschi, nel 2018, sono arrivati a quota 21. Per loro tutto è iniziato nel 1930, le donne hanno cominciato 61 anni dopo, nel 1991. E hanno dovuto combattere non poco per ottenere un diritto che oggi sembra paradossale sia mai stato messo in discussione.
https://www.letteradonna.it/it/articoli/sport/2019/06/09/mondiali-calcio-femminile-storia/28477/

Sport for Women - storie di donne che conquistarono lo sport

Quanta disparità in questi giorni. Soprattutto sui social network.
Con il pensiero ai Mondiali di calcio in corso.
A chi sta commentando che le calciatrici dovrebbero guadagnare meno dei calciatori, o forse no, perché nessuno le pagherebbe tanto e quindi finalmente il calcio femminile sparirebbe.
Sport for Women - storie di donne che conquistarono lo sport
http://www.storiedisport.it/?p=13208

Storie. Il Pugile

Herzko Haft, ebreo di Germania, internato in un campo di concentramento per salvare il fratello maggiore, sopravvisse all'orrore dei lager perché sapeva fare a botte.
Costretto a combattere per intrattenere i gerarchi nazisti, è sopravvissuto alla guerra subendo crudeltà indicibili, poi è emigrato negli Stati Uniti, dove ha perfino combattuto contro il già leggendario Rocky Marciano, prima di ritirarsi a vita privata, aprendo una bottega di fruttivendolo. Quando nel 2003 il figlio Alan ha scoperto la vera storia della vita del padre ne ha scritto la biografia, che il leggendario fumettista tedesco Reinhard Kleist ha trasposto a fumetti con una perizia e una poeticità commoventi.
Il Pugile
di Reinhard Kleist
edizione BAO Publishing 

Visioni. L'ultima partita del portiere Sarut morto in battaglia



Il portiere di calcio diventato un’icona della ribellione contro il presidente Bashar Assad, è morto per le ferite riportate nella sua ultima battaglia con le forze governative. 
Abdelbaset Sarout, 27 anni, l’ex portiere della nazionale siriana combattente anti-governativo, era un eroe sui campi da calcio, dove giocava per la squadra più popolare di Homs, con la speranza di diventare una star in Siria e un idolo per la sua città.
Sulla vita del giovane combattente siriano è stato realizzato un documentario, "Return to Homs", firmato da Talal Derki e premiato al Sundance Film Festival