Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

domenica 8 novembre 2026

La nuova frontiera della resistenza

Nuotare per 33 chilometri nel Mediterraneo, correre per 250 nel deserto del Sahara o attraversare le Alpi per 171 chilometri. Le competizioni di ultra resistenza, un tempo riservate a pochi atleti, attirano un numero crescente di sportivi amatoriali. Il circuito internazionale di ultramaratone Utmb conta ormai 200 mila partecipanti distribuiti in 50 eventi annuali, tutti esauriti (Bbc). Una passione che richiede anche investimenti economici considerevoli: l’iscrizione alla Marathon des Sables può superare i 4 mila euro, mentre tra attrezzature, allenamenti e trasferte alcuni triatleti amatoriali arrivano a spendere 10 mila euro per partecipare a un Ironman (Cnn).

Superare i limiti 

Cosa spinge sempre più persone a sottoporsi volontariamente a sforzi così estremi? Una risposta arriva dalle backyard ultra, gare in cui i partecipanti devono percorrere 6,7 chilometri ogni ora, ripetendo il circuito finché rimane un solo concorrente. Più che la velocità, contano la capacità di gestire la fatica e la determinazione a proseguire (Bloomberg). Per molti atleti, queste imprese rappresentano un’occasione per conoscere meglio se stessi, affrontare le proprie paure e sviluppare resilienza (National Geographic). Anche i social hanno poi contribuito alla diffusione del fenomeno, rendendo visibili esperienze un tempo poco conosciute e incoraggiando altri appassionati a cimentarsi in sfide simili (Guardian).

Le donne avanzano 

Le atlete stanno conquistando crescente visibilità nelle competizioni di ultra resistenza, talvolta superando i colleghi uomini. Alcune ricerche suggeriscono che le donne possano avere una maggiore resistenza alla fatica prolungata, grazie a un diverso utilizzo delle riserve energetiche e a caratteristiche muscolari specifiche. Restano però interrogativi sul peso dei fattori fisiologici e psicologici (Outside). I risultati sono comunque significativi: quest’anno Rachel Entrekin ha vinto la Cocodona 250, una corsa di oltre 400 kilometri, stabilendo il record assoluto del percorso, mentre Sophie Wood ha attraversato le Alpi per circa 2 mila chilometri in 29 giorni, migliorando di oltre una settimana il precedente primato maschile (Dw).

(fonte: newsletter Internazionale, 8 novembre 2026)

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