Fatto su distanze estreme, tra onde e a volte squali: lo fanno comprensibilmente in pochi e «ognuno può farsi la sua impresa»
«Le ci vollero poco più di 17 ore; sotto gli occhi del suo equipaggio, dovette affrontare nausea, forti venti e la costante minaccia degli squali». La scrittrice Bonnie Tsui descrive così nel libro Why We Swim la nuotata di 43 chilometri fatta nel 2015 dalla neozelandese Kim Chambers dalle isole Farallon, al largo della California, al Golden Gate di San Francisco. Quella di Chambers è solo una delle tante nuotate di questo genere. Appartengono a una categoria precisa del nuoto, estrema e improbabile: come nella corsa o nel ciclismo, anche il nuoto su distanze e tempi così lunghi viene definito ultra.
https://www.ilpost.it/2026/09/23/ultranuoto-nuoto-lunghe-distanze-cos-e-record/

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