Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

lunedì 25 maggio 2026

L’ossessione per lo sport

Sveglie all’alba, corse prima dell’ufficio e dopo il lavoro, pianificazione dei pasti e fine settimana scanditi dalle gare: sempre più persone in Norvegia si allenano ossessivamente e puntano su obiettivi altissimi, come partecipare a gare di Ironman o anche più estreme.

Per loro l’attività fisica è non più solo un aiuto per restare in forma, ma un mezzo per dare struttura e senso alla vita quotidiana. Anche il lavoro, che tradizionalmente scandisce il tempo e le giornate della vita adulta, passa in secondo piano.

Come rivela  l’inchiesta del giornale norvegese Dagens Næringsliv, che pubblichiamo in copertina sul numero di Internazionale (https://www.internazionale.it/magazine/line-kaspersen/2026/05/21/in-gara-con-se-stessi) di questa settimana, se un tempo questa tendenza riguardava principalmente persone quarantenni, ora coinvolge molti giovani alle prese con la “crisi del quarto di secolo”, cioè dei venticinque o trent’anni.

E se dietro il boom dell’allenamento intensivo ci sono disciplina, ricerca di controllo e desiderio di benessere, c’è anche il rischio che l’ossessione per la performance – agevolata dall’uso delle app che tracciano le prestazioni atletiche – finisca per occupare tutto lo spazio disponibile, trasformando il tempo libero in un’altra fonte di stress e pressione.

Nessun commento: