Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

martedì 3 marzo 2026

Una riflessione tra sport e linguaggio | #UnivrMagazine

Si sono da poco concluse le Olimpiadi di Milano Cortina 2026. I giochi sono entrati nella storia: si tratta dell’edizione invernale più equilibrata tra la presenza maschile e femminile, con il 47% di atlete donne e le tante iniziative per promuovere la parità di genere e per contribuire a rendere il mondo dello sport più inclusivo. 

Le Olimpiadi hanno segnato un record di partecipazione femminile, ma anche suscitato alcune polemiche – soprattutto da parte dei più giovani sui social – legate ai titoli apparsi sui media, che accompagnavano la parola “atleta” con quella di “mamma”. Si fa riferimento al caso di Francesca Lollobrigida, doppia medaglia d’oro nei 3000m e 5000m nel pattinaggio di velocità.  Le mamme atlete sono poco numerose negli sport, ma in risposta l’atleta ha sottolineato come i giochi olimpici abbiano rappresentato “l’occasione di dimostrare che si può essere mamma e vincere una medaglia d’oro”. 
Per comprendere meglio il dibattito ci siamo affidati a Paola Cotticelli, docente di Glottologia e linguistica del Dipartimento di Culture e Civiltà - Università di Verona.

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