Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

lunedì 2 marzo 2026

Lo sport in Norvegia: da bambini non si compete, ecco perché da grandi si vince

Ciao a tutte e a tutti,

ho messo in file delle riflessioni documentate in risposta alle recenti spiacevoli affermazioni del segretario generale del Coni Carlo Mornati.

L’obiettivo che sembra essersi data la Norvegia, scriveva due anni fa Jackie Mader sul Christian Science Monitor, è costruire una comunità di adulti soddisfatti offrendogli un’infanzia felice, protetta e accogliente.

Nei barnehagene, le strutture equivalenti ai nostri nidi e scuole dell’infanzia, è normale vedere bambine e bambini correre nei cortili, scendere in bicicletta da una collina o saltare nelle pozzanghere, con le maestre che non li fermano ma, anzi, li incoraggiano. In estate passano in media due terzi del tempo all’aperto, in inverno solo un po’ meno. Nessuno è escluso. 

Il segreto della Norvegia è che spende molto.

https://www.csmonitor.com/World/Europe/2024/1015/norway-child-care-subsidy-universal-preschool



(fonte: Doposcuola, La newsletter su scuola, università e ricerca. A cura di Anna Franchin)

In Norvegia, fino ai 13 anni, nello sport non si vince e non si perde: non c’è competizione, solo crescita. Non esistono classifiche ufficiali, non si pubblicano graduatorie, non si fanno selezioni che etichettano precocemente i “bravi” e i “meno bravi”. Si gioca. Si cresce. Si prova.

L’obiettivo non è individuare il campione, ma allenare tutti il più a lungo possibile, praticando diverse discipline. È da qui che comincia il paradosso norvegese: una nazione di poco più di cinque milioni di abitanti che si è trasformata in una potenza sportiva globale, dentro e fuori la neve.

https://www.lindipendente.online/2026/02/24/lo-sport-in-norvegia-da-bambini-non-si-compete-ecco-perche-da-grandi-si-vince/

In conclusione riprendo da una mia vecchia presentazione al Corso di Laurea di Scienze Motorie:

"I ragazzi hanno bisogno di un’ attività motoria completa ma non troppo strutturata, esercitata in ambienti dove ci siano insegnanti preparati che possano aiutare i ragazzi a crescere autonomi, consapevoli, in grado di essere felici e di coniugare attività sportiva e studio, diventando magari anche eccellenti atleti".

(fonte: Corriere della Sera, 21 luglio 2019)

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