Il 12 novembre 2021, al secondo turno dei playoff che decidono i vincitori del campionato, i Cubs hanno sconfitto i Desert Christian Knights 84-12. Il punteggio sarebbe stato ancora più incredibile se nel secondo tempo i Cubs non avessero messo in campo le riserve. La squadra della scuola di Riverside, nel sud della California, Stati Uniti, ormai sembra inarrestabile. Può contare su giocatori rapidi e difficili da placcare. Il quarterback non è solo il regista del gioco, è anche il più bravo a portare la palla in avanti: in questa stagione ha fatto 22 touchdown, le mete nel football americano.
Che giocare contro i Cubs sia un’esperienza particolare si capisce già prima dell’inizio di una partita. Come negli altri stadi scolastici, anche a Riverside sventola la bandiera statunitense, ma non si suona l’inno nazionale. Non c’è un sistema di annunci al pubblico e neanche un commentatore che ripete i nomi dei giocatori. C’è l’interprete assunto dalla scuola, che ricorda agli arbitri di agitare le mani quando fischiano per fermare un gioco. Dagli spalti si sente qualche applauso, ma non la folla che grida. I venerdì sera allo stadio di Riverside non sono del tutto silenziosi, ma non sono neanche chiassosi, spiega Thomas Fuller, il giornalista del New York Times che ha seguito la partita contro i Desert Christian Knights.
Quello che avvantaggia davvero i Cubs rispetto agli avversari è il sistema che usano per comunicare: la lingua dei segni. Tutti i giocatori e anche l’allenatore, Keith Adams, sono sordi e si parlano con una raffica di movimenti delle mani. Non perdono tempo con i richiami a bordo campo, e non servono neanche gli huddle (i piccoli gruppi che si fanno prima di ogni azione). Gli allenatori sostengono anche che i giocatori sordi abbiano una vista potenziata che li rende più sensibili al movimento e alla posizione degli avversari.
La California school for the deaf di Riverside è l’unica scuola pubblica della California del sud per soli sordi e copre tutti i cicli, dall’asilo alle superiori. La sua squadra di football, i Cubs, gioca nel campionato delle scuole più piccole, che spesso sono rurali o private (in tutto lo stato c’è solo un altro istituto superiore per sordi, a nord, che partecipa a un altro campionato). Il campo di gioco ha intorno centri commerciali, autostrade e ristoranti fast food. È delimitato da una pista sterrata e da gradinate recuperate non si sa dove. Il terreno è sconnesso, per illuminarlo si usano con proiettori portatili. Ma queste cose ora passano in secondo piano. I Cubs sono a una partita dalla vittoria finale. Se vincessero, sarebbe la prima volta in 68 anni di vita della scuola.
(Doposcuola, la newsletter su scuola e università di Anna Franchin - 20/11/2021)
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