Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

venerdì 9 settembre 2016

Lo sport è di tutti: Paralimpiadi e Special Olympics non sono la stessa cosa

Entrambe le organizzazioni si dedicano con passione alle persone con disabilità esaltandone le potenzialità attraverso la pratica sportiva. Differenti, però, sono gli obiettivi e la mission a cui si ispirano per raggiungerli. Facciamo un po’ di chiarezza!
La partecipazione a Special Olympics è libera: le gare sono aperte a tutti e premiano tutti, sulla base di regolamenti internazionali continuamente testati ed aggiornati. Chiunque abbia una disabilità intellettiva compiuti gli 8 anni di età, può partecipare agli eventi, indipendentemente dal fatto che abbia o meno anche una disabilità fisica, correlata a quella mentale la quale ultima deve comunque essere preponderante.
Al contrario, le Paralimpiadi sono riservate a quelle persone che hanno una delle 10 disabilità ritenute idonee, previste da regolamento. La classificazione delle disabilità ha lo scopo di far competere tra loro atleti con le medesime caratteristiche fisiche. Gli atleti vengono valutati da una commissione. Il processo è generalmente suddiviso in passaggi, al termine dei quali l'atleta viene indirizzato verso un solo sport. Un percorso riservato ai migliori, operando coerentemente con i criteri dei Giochi Olimpici.
- continua la lettura su http://www.specialolympics.it/

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