A qualche mese dai Giochi Paralimpici, è più che doveroso soffermarsi a riflettere sulla forza e sul talento dei tanti atleti con disabilità che, ogni giorno, si allenano e lottano per affermarsi contro i propri limiti e contro i pregiudizi.
Ci sono, poi, alcune ragazze, giovani, giovanissime, che non è possibile non menzionare come modelli assoluti da cui tutti avremmo da imparare: penso alla schermitrice Beatrice “Bebe” Vio, già portatrice della fiaccola olimpica a Londra quattro anni fa, e a Nicole Orlando, vincitrice di quattro medaglie d’oro (e una d’argento) agli ultimi mondiali di atletica per ragazzi con la sindrome di Down. Forza, tenacia, passione sono caratteristiche di tutti gli sportivi, ed è proprio così che gli atleti con disabilità vorrebbero essere definiti. Una mano, in questo senso, viene innegabilmente dalla tecnologia e dalla ricerca che, ogni anno, implementano gli strumenti a disposizione e ne progettano di nuovi. Un elemento capace di aiutare concretamente le persone con disabilità a praticare attività sportive è stata l’adozione di materiali solitamente legati all’industria aero-spaziale, come fibre di carbonio, kevlar, leghe di titanio, leghe di alluminio. Si tratta di materiali ad alta resistenza che, applicati alla biomeccanica, hanno comportato una vera e propria rivoluzione nel mondo dello sport paralimpico.
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