Chi sa fare fa, chi non sa fare insegna, chi non sa insegnare insegna educazione fisica (Woody Allen)

sabato 2 gennaio 2016

Evitato da Roosevelt, non da Hitler. Un film rivela la verità di Owens



Ci sono bugie cui siamo troppo affezionati per rinunciarvi. «“Race” è un film che metterà a dura prova l’idea che gli Usa si sono fatti di Jesse Owens» ha scritto The Times.
Raccontato sul grande schermo dalla produzione franco-tedesco-canadese, firmato dalla regia dell’australiano Stephen Hopkins, il film è fedele alla narrazione che Jesse Owens ha portato avanti fino alla fine, spesso inascoltato. Di fronte alla vittoria nel lungo contro il migliore atleta tedesco del tempo, Luz Long, si narra che il Führer indispettito se ne sia andato dallo stadio senza degnare di uno sguardo il trionfatore. Falso. «Dopo essere sceso dal podio, passai davanti alla tribuna d’onore per tornare negli spogliatoi. Il Cancelliere mi fissò. Si alzò e mi salutò con un cenno della mano. Io feci altrettanto, rispondendo al saluto.
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